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Comunicato stampa della chiesa valdese sull’ “importanza del crocefisso”

Comunicato stampa in ordine al punto 7 della seduta del 22 ottobre 2019 del consiglio regionale del Piemonte in ordine al tema “difesa,rispetto e salvaguardia dell’importanza del crocefisso”.

Comunicato stampa in ordine al punto 7 della seduta del 22 ottobre 2019 del consiglio regionale del Piemonte in ordine al tema “difesa,rispetto e salvaguardia dell’importanza del crocefisso”.

Il concistoro della chiesa valdese di Torino ha appreso che il Consiglio Regionale del Piemonte ha fissato al punto 7 della convocazione della seduta di martedì 22 ottobre 2019 la discussione di un odg avente per oggetto : “Difesa,rispetto e salvaguardia dell’importanza del Crocifisso”.
L’argomento ha suscitato alcune riflessioni e preoccupazioni che riteniamo giusto rendere pubbliche.
Come Chiesa Cristiana Riformata predichiamo Cristo crocifisso e risorto.
La resurrezione del Cristo è la base della nostra fede e trasforma la passione e la morte del Cristo in un atto di redenzione e salvezza per l’umanità intera.
Queste nostre convinzioni non ci impediscono di ritenere che le istituzioni di uno stato laico debbano mantenere una corretta distanza dalle scelte dottrinali dei cittadini.
Ci sembra importante ricordare quanto ha recentemente espresso la Tavola Valdese, l’organo esecutivo delle chiese valdesi e metodiste in Italia, per voce della moderatora avv.a Alessandra Trotta come riportato da NEV (agenzia stampa della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia):
“La nostra storica critica al ‘crocifisso di Stato’ è duplice come cittadini/e italiani/e riteniamo che violi il principio di laicità dello Stato e neghi la dimensione pluralista della società italiana. Il crocifisso non è, infatti, un simbolo ‘neutro’ e il suo utilizzo come strumento di identificazione nazionale, sociale o politica è stato spesso, purtroppo, foriero di divisione e conflitti”. La moderatora rileva con preoccupazione il fatto che, per legittimare l’uso pubblico del crocifisso, lo si riduca a un pezzo di arredamento che rimanda a meri valori culturali. “La croce o il crocifisso – conclude Trotta – nel richiamare il sacrificio di Cristo e la sua resurrezione, esprimono indiscutibilmente la fede cristiana. Nel loro effettivo riferimento all’amore di Dio, alla fraternità, alla dignità di tutte le creature andrebbero sottratti alla disputa politica e all’identificazione con l’esercizio di umanissime, per quanto rilevanti, funzioni pubbliche. Su questo piano ci piacerebbe avviare una riflessione innanzitutto con le altre Chiese cristiane”.
E dunque ci uniamo anche alle recenti affermazioni dei tanti fratelli cattolici come Papa Francesco e Padre Bartolomeo Sorge, nella preoccupazione che la difesa dei simboli religiosi sia strumentale alle ragioni dei partiti politici e pertanto chiediamo che l’attenzione della politica sia rivolta verso l’attuazione del mandato costituzionale attraverso la promulgazione di una legge sulla libertà di culto e di pensiero tutt’ora mancante nel nostro ordinamento.
Ricordiamo ai nostri rappresentanti nelle Istituzioni che la libertà di religione di migliaia di nostri/e concittadini/e aderenti a fedi non tutelate dalle Intese è ancora soggetta alle leggi di Polizia del Ventennio Fascista. Questo ci sembra l’ argomento da mettere al più presto all’odg del Consiglio Regionale di una Regione in cui le espressioni religiose e non religiose sono varie e multiformi e costituiscono la ricchezza del nostro tessuto sociale e culturale.
Nell’esprimere queste convinzioni non ci sentiamo soli, ma crediamo di condividerle con numerose associazioni regionali, tra le quali AICS, ACNGEI, Sotto la Mole, CGIL scuola, Associazione Ippocrate, ISTORETO, ACNR, come le quali abbiamo recentemente organizzato l’incontro sulle Radici laiche della Costituzione presso il Museo diffuso della Resistenza e il Polo del 900 in occasione della ricorrenza del XX settembre.
Per la chiesa valdese di Torino
dr.a Patrizia Mathieu
presidente protempore
del concistoro di Torino