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laicità

La scomparsa di Rossana Rossanda: un ricordo laico

di Enzo Marzo
Pubblicato su Critica Liberale

Più di venti anni fa, nel dicembre 1998. Nel teatro romano Brancaccio, in un raduno di laici tanto folto che così non l’ho mai più visto, si incontrarono coloro che avevano promosso e sottoscritto il “Manifesto laico” di “Critica liberale”. Fuori, intanto, si svolgeva un corteo di studenti venuti da tutt’Italia per protestare contro Luigi Berlinguer, il ministro della Pubblica istruzione più clericale che abbia conosciuto la nostra Repubblica. Alla presidenza sedevano anche Paolo Sylos Labini e Rossana Rossanda. Idealmente era presente pure Indro Montanelli. Non fu difficile riuscire far convivere dei liberali, una comunista e un conservatore. Non era mai avvenuto dai tempi del divorzio. Ma ciò significò che allora resisteva ancora uno straccio di ideali e di valori. Erano tutti personaggi che credevano fermamente nelle loro idee. Anche molto contrastanti tra di loro. Ma più forte d’ogni altro principio rimaneva quello della laicità dello Stato. Oggi proprio il venti settembre, con la scomparsa di Rossana Rossanda, si allarga un vuoto incolmabile.

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laicità

20 settembre 2020

150 anni
dalla Breccia di Porta Pia

LAICITA’ VO CERCANDO
Dalla Breccia di Porta Pia ad oggi, 150 anni di laicità incompiuta

20 settembre 2020 – ORE 18,00
Salone della Casa Valdese
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laicità

150 anni dalla breccia di Porta Pia

Sabato 19 settembre 2020 manifestazione con l’avv. Bruno Segre sotto l’obelisco di Piazza Savoia dalle ore 16 alle 17

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laicità

STORIE DI SANITÁ PUBBLICA E SANITÁ PRIVATA

Piazza della Repubblica Portineria di comunità
Martedi 14 luglio
ore19.30

Dialogo – Covid19: 100 di questi giorni?

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Vescovi

Derive liberticide o tutela dei diritti?

La Conferenza episcopale italiana si è espressa sul disegno di legge sull’omofobia che giace nei cassetti della Commissione giustizia del Senato dal 7 ottobre scorso, che è stato presentato dal deputato del Pd Alessandro Zan il 2 maggio 2018 e la cui votazione è prevista a luglio. La Cei ha detto che “un’eventuale introduzione di ulteriori norme incriminatrici rischierebbe di aprire a derive liberticide, per cui – più che sanzionare la discriminazione – si finirebbe col colpire l’espressione di una legittima opinione”.

Un simile pronunciamento è contrario ai principi della laicità o si tratta di semplice libertà di espressione da parte di una istituzione religiosa che, con ogni evidenza, non ha risolto nessuno dei suoi problemi rispetto alle questioni che riguardano il sesso?

Non credo che la risposta sia scontata, perché se così fosse dovremmo avere il coraggio di stigmatizzare ogni pronunciamento dei Vescovi sull’attività legislativa anche quando esso esprime contenuti molto più condivisibili, solidaristici o sociali.

La risposta è nel vento, ma per approfondire vi rimando all’articolo pubblicato da Jennifer Guerra su The Vision

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Raccolti dai Social

Quando i vescovi esigono

La dichiarazione con la quale la CEI reagisce alle linee guida annunciate ieri sera per la cosiddetta fase 2 (vedi sotto) costituisce un documento di considerevole interesse. L’esordio: “Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale”. Cioè: poiché il nostro impegno sociale nasce dall’eucaristia, non è chiaro come faremo a portarlo avanti, se ce le negate. Sappiatevi regolare, perché senza di noi siete in guai ancora peggiori.
Per quanto riguarda il seguito, offriamo una traduzione in lingua corrente. Finora abbiamo fatto il nostro e non abbiamo piantato grane: con l’aria che tira, avreste dovuto ringraziarci. Che cosa fare da qui in avanti ve l’abbiamo detto e ridetto e ci aspettavamo che avreste obbedito. A questo punto consigliamo, a voi e ai vostri comitati scientifici, un solerte ravvedimento.

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Raccolti dai Social

Discriminazione religiosa al tempo del Coronavirus

La discriminazione religiosa al tempo di facebook e del corona virus funziona così:
Un ente religioso che da decenni beneficia di accordi privilegiati con lo stato italiano, frutto di ancora più vecchi accordi stipulati con una dittatura fascista, decide di mandare il suo rappresentante a fare un atto simbolico di benedizione.
Il fatto viene ripreso sulla tv nazionale a reti unificate e a livello mondiale.

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laicità

TFF Premio Laicità e diritti delle minoranze

La Giuria Interfedi, promossa dalla Chiesa Valdese e dalla Comunità Ebraica di Torino, con il patrocinio del Comitato Interfedi della Città di Torino, e composta da Sophie Peyronel (Chiesa Valdese), Davide Segre (Comunità Ebraica) e Beppe Valperga (Comitato Interfedi) attribuisce la settima edizione del “Premio per il rispetto delle minoranze e per la laicità”
al film MADE IN BANGLADESH di Rubaiyat Hossain
con la seguente motivazione:
rappresenta in modo efficace e crudamente realistico, con un’ottima recitazione e direzione, la condizione lavorativa femminile in un laboratorio tessile di un’area economicamente marginale, presentando una storia di emancipazione e coraggio che muove dalla presa di coscienza di diritti da noi dati per scontati e in altre realtà ancora da affermare.

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laicità

Liberi di scegliere

Una prospettiva laica per il fine vita
  •       Presentazione/introduzione Giorgio Viarengo (Presid. SOMS De Amicis)
  • proiezione del blob di Dario D’Incerti (Liberi di scegliere)
  • comunicazione della Dott.ssa Francesca Paruzzo (Dottorato di Ricerca in ‘Diritto e Istituzioni’, c/o UniTo)
  • comunicazione della Dott.ssa Gigliola Belforte (medico anestesista, presidente di YWCA nazionale)
  • comunicazione Dott. Marco Giusta (assessore del Comune di Torino, con delega, tra l’altro, ai ‘Diritti’)
  • saluto di Giorgio Salsi (Direttore Ist. Laici Italiani, già direttore delle Giornate della laicità di Reggio Emilia)
  • conclusioni e presentazione prossime iniziative ‘Articolo Zero’ Sergio Velluto